L'atmosfera di casa era diversa. Nell'atrio, Suzaku potrava sentire voci allegre, suoni di stoviglie e, soprattutto, qualcuno al pianoforte. I tasti squillavano allegri e spensierati, una voce ogni tanto vi si univa, ed era quella, inconfondibile, di sua cugina Kaguya.
Il ragazzino spalancò di felicità gli occhi verdi, lasciandosi sfilare la giacca da Jeremiah, in punta di piedi e riempiendolo di domande: quando erano arrivati? Sarebbero restati a lungo? Il maggiordomo rispose, senza scendere nei dettagli, perché tanto di lì a un'ora il figlio di Gembu Kururugi sarebbe stato catturato dai parenti nelle chiacchere di aggiornamento. Inoltre, Jeremiah sembrava di umore molto cupo.
Suzaku chiese subito: "Dov'è Lelouch?"
Quella mattina il figlio del Conte Kururugi era uscito, diretto al villaggio della gente di sua madre, lasciando Lelouch agli studi mattutini. Anche se nessuno si aspettava la visita di Kaguya e degli zii, Lelouch avrebbe dovuto essere con loro, in salone, a suonare il violino mentre Kaguya era al piano, e cantava, attendendo che arrivasse Suzaku e potessero suonare tutti insieme.
"E' in punizione, non può uscire dalla sua stanza"
Suzaku restò a bocca aperta. Era strano. Cosa poteva aver combinato per far arrabbiare così tanto suo padre? Non fece in tempo a chiedere a Jeremiah che Kaguya era già sulle scale. Riusciva sempre a mantenere il contegno di una principessa, anche correndo. Era radiosa.
Si abbracciarono, lei lo trascinò dagli altri, sommergendolo di informazioni e di piccole richieste. Avevano la stessa età, si capivano bene, e Suzaku le era particolarmente affezionato, anche se si vedevano molto poco, abitando lontani. Fu così che, per il momento, Suzaku non poté approfondire, né tantomeno lasciare il salotto fino all'ora di pranzo: disubbidire avrebbe fatto arrabbiare molto suo padre, che se non era il tipo da punire facilmente, quando si irritava non la finiva più. Avrebbe cominciato a parlare, Suzaku non aveva voglia di sentire quelle cose che ormai sapeva benissimo: chi sbaglia paga.
Però... Ogni tanto, quando poteva distrarsi dalla conversazione, pensò a Lelouch. Non vedeva l'ora di poterlo prendere un po' in giro per essere riuscito a far perdere le staffe a uno come suo padre, che neppure alzava mai la voce... Era proprio da Lelouch mettersi in guai tali da dover essere confinato in camera per mezza giornata.
Suzaku iniziò a capire che la situazione era un po' più seria di quel che pensava, quando dopo pranzo era sgaiattolato di nuovo al secondo piano, si era accostato piano alla porta, e aveva sentito Lelouch piangere. Jeremiah che diceva qualcosa. L'istinto di Suzaku ebbe la meglio, incurante che, forse, Lelouch sarebbe stato ancora peggio facendosi vedere in lacrime: aprì la porta, fece irruzione nella stanza.
Lelouch era in piedi, vicino a Jeremia. Si asciugò in fretta il viso con un fazzoletto....